L'Italia repubblicana
e gli anni dello sviluppo

La Chiesa cattolica da Pio XII a Giovanni XXIII

Il pontificato di Pio XII

Il 9 ottobre 1959 moriva a Castelgandolfo Pio XII dopo circa venti anni di pontificato. Papa Pacelli era stato un grande pontefice, al di là di alcuni giudizi severi che sono stati espressi nei suoi confronti. Non appena eletto, nel 1939, aveva dovuto guidare la Chiesa attraverso un mondo sconvolto da una guerra tremenda, un mondo che sembrava avvelenato dalle ideologie e da una profonda crisi, un mondo che sembrava aver perduto ogni virtù, ogni valore morale e ogni senso di pietà. Proprio negli anni della guerra con i suoi discorsi e radiomessaggi aveva indicato le linee per una ricostruzione cristiana del mondo, per una sorta di "nuovo ordine cristiano" necessario per riportare nel mondo uno spirito di pace e di giustizia.

La sua azione era stata, come scrisse Giovanni Battista Montini, "vigilante, assidua, disinteressata e coraggiosa, nel contesto generale della condizione e dei fatti di quegli anni". Alla fine della guerra aveva dovuto affrontare il pesante problema della situazione della Chiesa, oggetto di persecuzioni nei paesi dell'Europa orientale a regime comunista. In Italia non erano mancati anche suoi pesanti interventi diretti ad indirizzare le scelte politiche dei governi. Spesso era anche entrato in conflitto con lo stesso De Gasperi, in quanto riteneva che i cattolici impegnati in politica non erano esentati dall'ubbidienza e dal rispetto delle indicazioni ecclesiastiche anche nelle scelte politiche e sociali: avevano il dovere di porsi in primo luogo al servizio della Chiesa nella difesa dei valori della fede e nella costruzione del nuovo ordine cristiano. La sua visione pastorale, i suoi messaggi e i suoi discorsi tendevano a delineare una forte tensione cristiana nella vita individuale e sociale.

Molto contrastanti furono i giudizi che vennero pronunciati nei suoi confronti, accentuando di volta in volta alcune caratteristiche della sua personalità: dall'atteggiamento aristocratico all'abilità diplomatica, dalle simpatie per il popolo tedesco alla profonda avversione per il comunismo, da un tradizionalismo conservatore ad una non trascurabile carica ascetica. Al di là di questi giudizi, a volte animati da preconcetti, resta l'immagine di un pontificato che ha lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa.

L'elezione di Giovanni XXIII

Ma la morte di Pio XII era destinata a segnare l'avvio di una nuova e significativa fase nella storia del cattolicesimo. La Chiesa, ancora carica dei toni trionfalistici che caratterizzarono il pontificato di papa Pacelli, dava spazio ad un atteggiamento più aperto, più semplice, più disponibile nei confronti dell'uomo, dei suoi problemi e delle sue attese. Questa svolta avviene con l'elezione al soglio pontificio, il 28 ottobre 1958, del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli (1881-1963), patriarca di Venezia, che assunse il nome di Giovanni XXIII (v. G. Spadolini, Una svolta nella politica italiana(1)). A differenza di Pio XII che proveniva dall'aristocrazia romana, il nuovo pontefice era figlio di contadini della campagna bergamasca ed aveva ricoperto, grazie alle sue qualità umane, culturali e pastorali, importanti incarichi. Aveva studiato a Roma, presso il collegio Capranica, agli inizi del secolo, nutrendosi nel clima vivace e battagliero che in quegli anni, sull'onda del movimento di Romolo Murri e della prima democrazia cristiana, vide impegnate le nuove generazioni di cattolici. Fu segretario del vescovo di Bergamo, monsignor Radini Tedeschi, non trascurando di sostenere le rivendicazioni e i fermenti sociali che maturavano anche tra i cattolici in quegli anni. Dopo la Prima guerra mondiale, nel 1925, Pio XI lo aveva inviato quale visitatore apostolico in Bulgaria e poi, nel 1935, nunzio apostolico in Turchia. Dopo essere stato, dal 1944 al 1946, nunzio apostolico a Parigi, nel 1953 Pio XII lo nominò cardinale e patriarca di Venezia.

Giovanni XXIII giungeva al soglio pontificio tra la sorpresa generale. La sua età avanzata (77 anni) fece subito pensare ad un papa di transizione, che avrebbe dovuto, dopo i venti anni segnati dalla forte personalità di Pio XII, preparare e favorire una reale successione. Il suo atteggiamento bonario e semplice gli creò subito l'immagine del papa "buono", che somigliava ad un buon parroco di campagna che parla alla gente senza atteggiamenti ieratici, ma con la semplicità dei gesti e del linguaggio. Alcuni episodi, come le sue visite al carcere di Regina Coeli e all'ospedale del Bambin Gesù, hanno fortemente colpito l'immaginario popolare, che negli atteggiamenti del Pontefice colse soprattutto la profonda carica di umanità. Certamente era questa una straordinaria dote umana di Giovanni XXIII. Ma questa sorta di oleografia costruita attorno alla sua figura ha forse finito per velare altri e importanti aspetti della sua personalità, in primo luogo la sua profonda cultura religiosa e la sua attenzione alla storia della Chiesa, ma soprattutto la sua straordinaria capacità di porre la Chiesa in ascolto delle attese del mondo, pronta a sostenere la causa dei più deboli, ponendosi al di sopra delle divisioni politiche e degli schieramenti di partito. Scriveva nel suo diario sotto la data del 13 agosto 1961: "Il compito sublime, santo e divino del papa per tutta la Chiesa e dei vescovi per le diocesi di ciascuno, è predicare il Vangelo, condurre gli uomini alla salute eterna, con la cautela di adoperarsi perché nessun altro affare terreno impedisca o intralci, o disturbi questo primo ministero. L'intralcio può sorgere soprattutto dalle opinioni umane in materia politica, che si dividono e si contrariano in vario sentire e pensare. Al di sopra di tutte le opinioni e i partiti che agitano e travagliano la società e l'umanità intera è il Vangelo che si leva. Il Papa lo legge e con i vescovi lo commenta; l'uno e gli altri non come partecipanti agli interessi mondani di chicchessia, ma come viventi in quella città della pace, imperturbata e felice, da cui scende la regola divina che può ben dirigere la città terrestre e il mondo intero. Di fatto questo è che gli uomini assennati attendono dalla Chiesa e non altro".

Approfondimenti

1 G. Spadolini, Una svolta nella politica italiana

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