L'Italia repubblicana
e gli anni dello sviluppo

Il "neocentrismo" e la difficile governabilità

La Presidenza di Giovanni Gronchi

Il 29 aprile 1955 il Parlamento elesse il democristiano Giovanni Gronchi presidente della Repubblica. Il passato politico del nuovo Presidente, le battaglie sociali condotte sin dall'inizio del secolo, la militanza nel Partito popolare italiano di Sturzo nel primo dopoguerra, il suo antifascismo, la sua lunga esperienza politica e parlamentare in seno alla DC sin dal 1943, erano il segno di un notevole prestigio personale. Il nuovo Presidente della Repubblica era stato ed era uno dei maggiori sostenitori dell'apertura ai socialisti e rappresentava un punto di riferimento per quelle componenti della DC che premevano per una nuova maggioranza orientata a sinistra. Con Gronchi la figura del capo dello Stato assunse un ruolo più dinamico ed attivo rispetto alla presidenza di Luigi Einaudi.

Il governo da Segni a Zoli

Dopo l'elezione di Gronchi, la crisi del Governo presieduto da Mario Scelba, portò al ministero tripartito (DC, PSDI, PLI) guidato da Antonio Segni, che conseguì alcuni importanti risultati quali la riorganizzazione dei settori industriali controllati dallo Stato attraverso l'istituzione del Ministero delle partecipazioni statali, l'istituzione della Corte costituzionale e il rilancio europeo con la firma dei trattati istitutivi del Mercato comune europeo e dell'EURATOM. La crisi del governo Segni si consumò tra il gennaio e il marzo del 1957. La maggioranza visse, infatti, un momento di grande instabilità, sia per le inquietudini dei tre partiti laici di centro, sia per i contrasti sul disegno di legge relativo alla riforma dei patti agrari. Un altro fattore che stava incidendo sull'equilibrio politico interno era costituito dalle ripercussioni dei fatti avvenuti nel 1956 entro il blocco sovietico. Nel mese di febbraio si era tenuto il XX congresso del PCUS a Mosca, con la denuncia dei crimini di Stalin da parte di Kruscev. Nell'agosto del 1957, presso la località alpina di Pralognan, si incontrarono il leader del PSDI, Giuseppe Saragat(1), e il leader del PSI, Pietro Nenni(2), discutendo dell'eventualità di un'unificazione dei due partiti. L'invasione russa dell'Ungheria, in novembre, diede un'ulteriore scossa al mondo socialista e la questione dell'unificazione socialista si riaccese dopo il Congresso di Venezia del PSI. L'eventualità di un deciso distacco del PSI dalla politica filosovietica del PCI riapriva anche all'interno della Democrazia cristiana la discussione sulla opportunità di un'apertura verso sinistra(3).

Estratto da "Raccontare l'europa" Documentario a cura dell'Istituto Sturzo - 2007

Il quadro politico all'indomani delle dimissioni di Segni appariva ulteriormente confuso ed era tale da non offrire alcuna possibilità di dar vita ad un governo di coalizione. L'unica soluzione praticabile apparve la costituzione di un Governo monocolore che avrebbe dovuto trovare in Parlamento i consensi necessari alla sua sopravvivenza. Con questa prospettiva, il 15 maggio, il Presidente della Repubblica conferiva l'incarico ad Adone Zoli che riuscì a governare grazie al voto determinante della destra neofascista del Movimento sociale italiano.

Zoli riuscì, comunque, a guidare l'esecutivo, per circa un anno, fino alla fine della legislatura, realizzando anche importanti provvedimenti, tra i quali l'estensione del controllo dello Stato sulle compagnie telefoniche, la legge che prolungava di dieci anni la vita della Cassa per il Mezzogiorno, che veniva potenziata con un incremento della dotazione finanziaria, e la realizzazione di un importante adempimento costituzionale: l'insediamento del Consiglio superiore della Magistratura.

Approfondimenti

1 G. Saragat, L’unità socialista: prima e dopo Pralognan
«Socialismo democratico», 1957, ripubblicato in G. Saragat, Quaranta anni di lotta per la democrazia. Scritti e discorsi 1925-1965, Mursia, Milano 1966, pp. 476-480.

2 Nenni, Diario 1957
Riportiamo alcuni commenti che Pietro Nenni annotò sul suo diario personale in occasione dell’incontro con Giuseppe Saragat che lo aveva raggiunto nella località di villeggiatura di Pralognan, in Savoia, dove Nenni stava trascorrendo un periodo di riposo. Tema dell’incontro era la possibilità di una riunificazione tra PSI e PSDI, favorita dagli sviluppi della situazione politica nazionale ed internazionale.

3 Spinosa-Andreotti
Nel 1957 Antonio Spinosa (1923-2009), giornalista e storico italiano, invia a Giulio Andreotti una lettera aperta. nella quale lo invita ad esplicitare la sua linea politica con particolare riguardo all’eventualità, che iniziava a profilarsi, di un’apertura a sinistra. Andreotti risponde ribadendo il suo convincimento della fecondità di un centrismo che prosegua sulla linea tracciata da Alcide De Gasperi.

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