L'Italia repubblicana
e gli anni dello sviluppo

Le elezioni del 1953 e il tramonto di De Gasperi

La "legge truffa"

De Gasperi sapeva bene che le elezioni per la II legislatura non avrebbero certamente confermato l'eccezionale successo conseguito dalla Dc nel 1948. Per evitare una situazione che avrebbe compromesso la governabilità del paese, De Gasperi ricorse ad una riforma della legge elettorale(1) per la Camera dei deputati, introducendo un correttivo al sistema proporzionale attraverso l'attribuzione di un premio di maggioranza (380 seggi, pari al 65%) al raggruppamento di liste che avesse superato la maggioranza assoluta dei consensi (50,01%).

Le opposizioni di sinistra reagirono vivacemente a questa proposta. Venne riesumato lo spettro della Legge Acerbo che nel 1924 aveva favorito l'avvento del regime fascista, anche se la nuova legge veniva a premiare una coalizione che l'elettorato aveva comunque indicato come maggioranza. De Gasperi voleva una maggioranza stabile, per creare una sorta di cuscinetto protettivo non solo al governo di centro ma anche al sistema democratico parlamentare, che egli vedeva minacciato da destra e da sinistra.

Le opposizioni definirono "legge truffa" il nuovo sistema elettorale, approvato alla Camera il 21 gennaio e al Senato il 29 marzo 1953. Lo giudicarono un espediente con il quale i partiti di governo intendevano conseguire un peso politico che non rifletteva la loro consistenza elettorale.

I risultati elettorali segnarono la sconfitta del disegno di De Gasperi. I partiti di centro ottennero il 49,8% dei voti, non riuscendo a far scattare il premio di maggioranza. Si trattava di una pesante sconfitta. La Dc e i suoi alleati perdevano circa 2 milioni e 800.000 voti, mentre la sinistra ne guadagnava oltre 1 milione e 426.000 e la destra 2 milioni e 326.000 voti. Inoltre, la Dc perdeva 42 seggi alla Camera, passando da 305 a 263 e 18 al Senato, da 131 a 113. La contemporanea flessione dei partiti di centro riduceva a margini strettissimi la possibilità di costituire una maggioranza di centro.

I governi Pella e Scelba

La forza parlamentare dei partiti di centro, uscita ridimensionata dalla competizione elettorale del 1953 rese difficile la stabilità dei governi. De Gasperi tentò di dar vita ad un nuovo governo che non incontrò la fiducia del Parlamento. La guida del governo venne assunta (agosto 1953) da Giuseppe Pella con un monocolore democristiano. Seguì, nel febbraio 1954 il governo di Mario Scelba, con una coalizione composta da DC, socialdemocratici e liberali. Nel luglio 1954 Alcide De Gasperi(2) lasciava anche la Segreteria politica della Dc, che venne assunta da Amintore Fanfani. Di lì a poco, il 19 agosto, moriva a Sella di Valsugana.

Estratto da "Alcide De Gasperi" da "Archivio audiovisivo della Democrazia Cristiana"

Approfondimenti

1 A. De Gasperi, Nel partito popolare italiano e nella Democrazia cristiana

2 Togliatti, Per un giudizio equanime sull’opera di De Gasperi
Nel 1958 l’editore fiorentino Parenti riuniva in volume una serie di scritti di Palmiro Togliatti che esprimevano il suo giudizio complessivo sull’operato politico di Alcide De Gasperi. Riportiamo integralmente il primo capitolo, La restaurazione del capitalismo, al quale seguivano i capitoli Un antifascismo di tipo speciale, Una democrazia che scivola verso la reazione e I problemi del movimento cattolico.

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