L'Italia repubblicana
e gli anni dello sviluppo

Il Trattato di pace e la questione dei confini

La Conferenza dei 21

Convocata per la prima volta a Londra nel settembre 1945, a livello di ministri degli esteri delle cinque potenze vincitrici (Inghilterra, Francia, USA, URSS e Cina), la Conferenza sul Trattato di pace proseguì nella primavera del 1946 a Parigi, ove venne messo a punto il Trattato, che venne presentato ai rappresentanti di ventuno paesi nel corso della Conferenza della pace svoltasi sempre nella capitale francese dal 30 luglio al 15 ottobre 1946.

La Conferenza dei 21, come venne chiamata, concesse alla delegazione italiana la possibilità di partecipare al dibattito al solo scopo di esporre il proprio punto di vista sul Trattato di pace, ma senza alcuna possibilità di discuterlo. De Gasperi si assunse questo compito ingrato. Il 10 agosto 1946, alla Conferenza della pace di Parigi(1), al Palazzo del Lussemburgo, salì sul palco tra il freddo ed ostile atteggiamento dei rappresentanti delle potenze vincitrici. Il suo discorso fu fermo e dignitoso, indicando le nuove linee della politica estera italiana in termini democratici ed europeistici. De Gasperi volle separare la responsabilità morale del popolo italiano da quella del regime fascista, chiese una pace giusta, non punitiva, fondata sui valori della libertà politica, della democrazia, della libertà dal bisogno.

Il suo appello non ebbe, tuttavia, l'esito sperato. Il Trattato di pace, sottoscritto dai rappresentanti italiani il 10 febbraio 1947, impose all'Italia clausole pesanti. La forza dell'esercito veniva limitata a 165.000 soldati e 65.000 carabinieri; l'aviazione non poteva superare 25.000 uomini e 350 aerei; anche la marina era ridotta a 25.000 uomini e un tonnellaggio notevolmente ridimensionato. Le unità eccedenti venivano assegnate ai paesi vincitori, anche se Gran Bretagna e Stati Uniti rinunciarono, dopo la ratifica del Trattato, alle loro quote.

Le clausole finanziarie prevedevano pesanti riparazioni che l'Italia avrebbe dovuto versare ai paesi con i quali era entrata in conflitto. In particolare appariva particolarmente onerosa la richiesta di 600 milioni di dollari da parte dell'Unione Sovietica, successivamente, ridotte a 100 milioni di dollari.

La questione di Trieste

Più delicati i problemi dei confini con la Jugoslavia, che aveva richiesto Trieste, la Venezia Giulia, Zara, Fiume e l'Istria. Alla Conferenza della pace l'Unione Sovietica appoggiò gli interessi jugoslavi, mentre Inghilterra e USA furono più vicine alle posizioni italiane. Si giunse ad una soluzione di compromesso che prevedeva un regime provvisorio in base al quale il territorio libero di Trieste, veniva diviso in due zone: la zona A, con prevalenza di abitanti italiani, affidata all'amministrazione anglo-americana, e la zona B, ad est di Trieste, comprendente tutta l'Istria, con prevalenza di popolazione slovena, affidata all'amministrazione jugoslava. I costi umani di questa decisione non furono irrilevanti. Dalla zona assegnata alla Jugoslavia e da Pola in particolare, ove gli abitanti erano per circa tre quarti italiani, cominciò un esodo di circa trentamila profughi che abbandonarono case ed averi, trovando rifugio in varie province italiane pur di non restare sotto il dominio jugoslavo.

Infine il Trattato di pace stabilì il destino delle colonie italiane. All'Italia veniva concessa unicamente l'amministrazione fiduciaria della Somalia per un decennio. Perdeva invece la Libia e l'Eritrea che il 2 dicembre 1950 veniva federata all'Etiopia.

Gli accordi De Gasperi-Gruber e i confini occidentali

Il problema dei confini con l'Austria ed in particolare la delicata questione dell'Alto Adige e della minoranza etnica tedesca del Sud Tirolo fu oggetto di trattative nel settembre 1946 a Parigi tra De Gasperi e il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber. Tra i due si giunse ad un accordo che venne trasmesso alle grandi potenze e inserito nel Trattato di pace. L'intesa tra De Gasperi e Gruber riconosceva l'integrità della frontiera del Brennero e assicurava agli abitanti di lingua tedesca della provincia di Bolzano la salvaguardia del carattere etnico e dello sviluppo culturale ed economico, il bilinguismo e scuole di lingua tedesca e l'autonomia amministrativa, che venne realizzata nel 1948 con la costituzione della regione a statuto speciale Trentino-Alto Adige.

Il Trattato di pace impose all'Italia anche la revisione dei confini occidentali con la Francia. L'atteggiamento francese fu particolarmente duro nei confronti dell'Italia, con l'obiettivo di punire l'aggressione compiuta da Mussolini nel giugno 1940 (la cosiddetta "pugnalata alle spalle"). Il confine italo-francese venne modificato con la cessione alla Francia dei territori di Briga e Tenda e della zona del Moncenisio. Si trattava di territori che oltre a un rilievo strategico-militare, avevano anche importanza economica in quanto vi si trovavano importanti centrali idroelettriche che fornivano energia al Piemonte e alla Liguria. L'unica concessione che ottenne l'Italia fu il diritto d'uso di queste risorse idroelettriche.

Il viaggio di De Gasperi negli Stati Uniti

Il 15 settembre 1947 l'Assemblea costituente ratificava il Trattato di pace, chiudendo l'eredità della guerra perduta, e riaprendo all'Italia le strade della politica estera e la ricerca di una collocazione internazionale. Nelle scelte di politica estera compiute da De Gasperi in questi mesi, si assiste al progressivo avvicinamento agli Stati Uniti, che comincia a prendere corpo in occasione del viaggio di De Gasperi negli Stati Uniti(2), dal 9 all'11 gennaio 1947, al fine di ottenere un prestito di 100 milioni di dollari dalla Export-Import Bank, rafforzare il prestigio italiano di fronte agli Stati Uniti, interessare quel paese alle sorti dell'Italia per reinserirla nel contesto internazionale e nell'area politica delle democrazie occidentali. In quella occasione De Gasperi incontrò il presidente Truman e il segretario di Stato Byrnes. De Gasperi sapeva bene quante profonde riserve esistessero ancora a livello internazionale nei confronti dell'Italia. L'azione di De Gasperi riuscì ad ottenere una sorta di apertura di credito da parte statunitense, che evidenziava la ormai chiara scelta occidentale dell'Italia nel clima della emergente guerra fredda.

Istituto Luigi Sturzo
Via delle Coppelle, 35, 00186 Roma
Tel. +39.06.6840421
Fax +39.06.68404244
infopoint@sturzo.it